Archivio dell'autore: johndcasella

Incontro con Massimo

Ricordo la prima volta Massimo ed io ci siamo incontrati.  Era cinque anni fa.  Ero una ragazza giovine e era un ragazzo giovine   Mi sono seduto al bar, aspettando per la mia ragazza.  E’ entrato al bar (cioè a dire) si è pavoneggiato al bar, come di solito.  Ha fatto una bella figura. Ha guardato in giro e ha visto che ero da solo.  Mi ha avvicinato con questo sorriso indimenticabile.  Era innocente e malizioso nello stesso momento.  Ha provato rimorchiarmi.  Mi ha detto, “mi scusi.  Qualcuno è seduto qui,” indicando la sedia vuota vicino a me.  Non so perché, ma sono stata confusa.  Forse era il suo sorriso, o la sua forza d’attrazione.  Di solito sono loquace ed espansiva ma questa volta sono stata timida e quieta.  Non ho potuto parlare niente.  Ho cercato di dire, ma ho potuto a balbettare alcune parole. “No, ” e questa è stata tutto.  “Che cosa c’è?” mi ha detto.  Sono stata imbarazzata.  Che cosa ho potuto fare?  Ecco è stato pezzo d’uomo, alto, biondo, muscoloso, con un tocco della barba, e tutto che ho potuto fare è stato sorriso.  Ma, non è stato importante, perche Vittorio si è seduto vicino a me ed ha cominciata parlare.  Mi ha parlato della sua famiglia, le sue sorelle, i suoi fratelli.  Mi ha racconto delle sue amicizie, del suo lavoro, (ha lavorato come consulente del computer di varie ditte.  Mi ha racconto anche del suo primo amore.  Poi, mi sono rendo conto di stava provando fare la corte a me.  Penso che sia stata che mi sono innamoro con lui.

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La famiglia italiana – americana

Che è la definizione della tipica famiglia italiana – americana?  Penso che sia compatta, grande, tradizionale, matriarcale o patriarcale, con membri della famiglia che si tengono vicino e si piacciano celebrazioni.

Mi ricordo quando ero piccolo la cena di Natale ogni anno alla casa di mia zia, Margie e mio zio Michele.  Mia nonna materna, Domenica, è nata a paese piccolo vicino a Piacenza nel nord dell’Italia.  Lei aveva otto figli e ogni anno riunivano con le sue famiglie alla casa di Margie e Michele. Ogni Natale la loro casa era piena della conversazione e del riso di mia nonna e i suoi figli e i suoi nipoti: i miei zii, i miei cugini, e i miei genatori. Mia nonna parlava l’inglese male e non parlavo italiano, ma in questo giorno ho capito bene la sua gioia.

Per di più mia zia era la migliore cuoca nel mundo. Il sugo pomodoro di mia zia era celeste, mio zio portava tutti tipi di cibo dal suo negozio. Spendevano molti soldi ogni anno per queste cene.   C’erano tavole piena dei piatti di ogni tipi di cibo. Mangiavamo tutto il giorno. Quando cenavamo, ci sedevamo a due tavole, i miei cugini ed io ci sedevamo alla tavola di bambini, mentre i zii, i genitori e i tuoi sposi, i cognati e le cognate, ci sedevano alla tavola dei adulti, e la nonna, dai cappelli grigi, si sedeva al capo della tavola.  Era un onore grande quando uno di noi ha cresciuto e si è seduto alla tavola degli adulti.

Dopo cena le mie zie (le cinque sorelle) andavano a cucina per parlare, i miei zii fumavano i sigari e giocavano a carte mentre io e miei cugini correvamo per tutto la casa, urlando mentre facevamo i nostri giochi. Ogni Natale dalla mattina alla sera, la casa degli zii Margie e Michele era piena dei suoni delle voci felici.

http://www.italiancenter.net/April2005.pdf

http://www2.hsp.org/exhibits/Balch%20exhibits/italian/italian.html

 

http://www.oup.com/us/catalog/general/subject/HistoryAmerican/Cultural/~~/dmlldz11c2EmY2k9OTc4MDE5NTEyNDIwMA

libro: tesoro mio

Carissimo libro, non ti giudico dalla copertina.  Sei piccolo all’esterno, ma sei enorme all’interno, contieni le moltitudini.  Sono calmo e modesto, pero tu potresti essere rumoroso e appariscente.  Ti apro, e sfoglio le tue pagine e vedrò i mondi davanti ai miei stessi occhi.  Mi siedo sulla mia poltrona comoda, e viaggio con te verso paesi nuovi, strani ed esotici.  Posso fare un viaggio nel tempo al passato o al futuro.  Possiamo andare in città impegnate, piene zeppe di gente o verso campagne pacifiche.   Sono annoiato?   mi puoi fare divertire.  Mi puoi fare felice o triste, arrabbiato o tranquillo.  Ma, devo stare attento!  Se io dovessi leggerti, potresti cambiare la mia vita.  Mi fai pensare.  Il mondo in cui abito non sarà trasformato, ma io sarò trasformato profondamente.  Vedrò in modo diverso i miei amici, i miei vicini, e me stesso.  Comincerò a chiedere le domande che prima d’ora non chiedevo mai. Vedrò le cose che non vedevo prima e che forse non mi piacerebbe vedere.  Conoscenza e saggezza potrebbero essere le mie, ma devo essere preparato a pagare il prezzo del tuo frutto proibito.  Sarò pronto?  Vengo!  Ti permetto di sedurmi.